Qual è la differenza tra mandarini e clementine?

Mentre l’inverno si avvicina mandarini e clementine tornano protagonisti delle nostre tavole e con essi anche la domanda su quale sia l’effettiva differenza tra i due. I prodotti, apparentemente simili, hanno, infatti, caratteristiche peculiari che li rendono distinguibili anche a primo sguardo. Forma, colore, consistenza della polpa e presenza o assenza di semi si rivelano gli indizi chiave.

Mandarini
Per capire che differenza c’è tra mandarini e clementine guardare alle caratteristiche dei primi popolari agrumi può aiutare. Tali prodotti hanno origini antichissime. Secondo gli storici essi sono comparsi, infatti, per la prima volta in Giappone, o in Cina, circa 3.000 anni fa. L’albero appartiene alla famiglia delle Rutaceae e raggiunge un’altezza di 4.5 m. I frutti risultano di forma ovale, schiacciata ai poli e la loro buccia, spessa e dura, è di tonalità arancio-gialla. Quest’ultima risulta anche particolarmente aromatica e, se biologica e non trattata, può essere aggiunta a dolci e altre preparazioni. La polpa si presenta compatta e, all’assaggio, risaltano le sue note aspre. La presenza di semi è abbondante.
Clementine
La differenza tra mandarini e clementine diventa di facile comprensione se si fa attenzione alle peculiarità delle seconde. Queste non sono, in primis, agrumi originali, ma nascono dall’incrocio, forse casuale, tra mandarino e arancia amara. La loro origine è, dunque, molto più recente, ma la sua collocazione geografica resta contesa tra Cina e Algeria. Le clementine hanno, comunque, una forma spiccatamente tonda. La loro buccia, più sottile di quella dei mandarini, appare flessibile e assume sfumature di arancio intenso che tendono al rosso. I frutti risultano succosi e privi di semi. All’assaggio la polpa si dimostra, poi, dolce. Tale agrume risulta, dunque, molto amato dai bambini.
Differenza tra mandarini e clementine
Tra mandarini e clementine esiste più di una differenza. Forma e colore ci permettono di distinguere i frutti dall’esterno, mentre semi, caratteristiche della polpa e sapore completano il quadro. I due agrumi presentano qualche distinzione anche dal punto di vista nutrizionale. 100 g di mandarini apportano, infatti, alla nostra dieta 57 kcal. Le clementine sono, invece, persino più dietetiche, poiché 100 g di prodotto contengono 47 kcal. Esse si rivelano, poi, più ricche di vitamina C, mentre gli agrumi più antichi permettono di introdurre nell’organismo più fibre.
Entrambi i frutti sono ottimi consumati in spicchi a crudo, ma risultano anche molto versatili. I mandarini sono, allora, perfetti per preparare insalate, cocktail e salse da abbinare alle preparazioni salate. Le clementine possono fungere da ingrediente per dolci, marmellate e dissetanti succhi.
Per quanto a prima vista mandarini e clementine possano apparire simili, una volta comprese le loro caratteristiche, apprezzarne la differenza è semplice. Spesso la peculiarità su cui si pone l’accento è, comunque, la distinzione relativa ai semi. È bene, però, ricordare che, qualora si verificano impollinazioni incrociate da parte delle api, trovarne qualcuno anche all’interno degli agrumi che dovrebbero esserne privi non è impossibile.
