Intossicazione alimentare: la nostra resistenza dipenderebbe dal periodo del giorno

Può capitare purtroppo di mangiare qualcosa di avariato, non propriamente cucinato o contaminato. La risposta del nostro corpo all’intossicazione alimentare non è sempre uniforme e costante ma cambierebbe durante l’ora del giorno. È la recente sorprendente scoperta che arriva dallo UT Southwestern Medical Center di Dallas, negli Stati Uniti e pubblicata sulla rivista Cell. Secondo i ricercatori i dati potrebbero cambiare radicalmente terapie e vaccini in futuro.

Dipende da quando avviene l’intossicazione alimentare
Combattere una intossicazione alimentare dipenderebbe fortemente dall'ora del giorno in cui ci troviamo. I livelli di risposta antimicrobica del nostro organismo cambierebbero infatti secondo un ritmo circadiano dei batteri presenti nel nostro intestino. Secondo i ricercatori statunitensi lo studio dimostrerebbe come il nostro sistema immunitario non è sempre attivo. Si tratta di un risultato inaspettato. Gli studi suggeriscono come esisterebbe un momento “di punta” dove il nostro corpo è più preparato a combattere le infezioni. Questo momento ha il suo picco durante le ore del giorno quando, secondo il corpo, è più probabile l'esposizione a batteri nocivi. La nostra capacità di difesa si ridurrebbe durante le ore notturne.
Esseri viventi e ritmo circadiano
Praticamente tutti gli animali complessi sul pianeta seguono dei “ritmi circadiani” legati alle ore di luce e di buio dovute al ciclo naturale di giorno e notte. Gli organismi degli animali sono in grado di anticipare questi cicli e quindi auto-regolarsi ai possibili cambiamenti nell’ambiente circostante. L’interruzione o l’alterazione dei ritmi circadiani può avere gravi conseguenze per la salute nell’uomo. A quanto pare, è anche un elemento importante nella lotta all’intossicazione alimentare.
A cosa può servire la scoperta
Dai test su animali in laboratorio i ricercatori hanno notato come la capacità degli animali di resistere a infezioni batteriche aumentava durante le ore di luce. Ulteriori ricerche sono necessarie per verificare la reale estensione del fenomeno negli esseri umani. Secondo gli scienziati tuttavia la scoperta potrebbe portare a dei vantaggi significativi. In futuro si potrebbe essere in grado di programmare al minuto la somministrazione di antibiotici per infezioni intestinali in modo da renderli più efficaci. O ancora nuovi modi per evitare del tutto l'intossicazione alimentare. Nel frattempo, se proprio dobbiamo abbuffarci di alimenti “a rischio”, meglio farlo alla luce del sole.
