I rischi della dieta chetogenica, una ricerca li svela

I rischi della dieta chetogenica per l’organismo sarebbero superiori ai benefici a lungo termine. Ne sono convinti un gruppo di ricercatori americani del Physicians Committee for Responsible Medicine con sede a Washington. In una recente ricerca pubblicata sulla rivista Frontiers in Nutrition hanno evidenziato possibili rischi a lungo termine, tra cui diverse malattie croniche.

I rischi della dieta chetogenica a lungo termine
Secondo l'autore principale Lee Crosby, responsabile del Physicians Committee for Responsible Medicine, ha descritto la dieta keto come "un disastro". In particolare secondo i ricercatori i rischi della dieta chetogenica porterebbero a situazioni come insufficienza renale, innalzamento dei livelli di colesterolo, disturbi per le donne in gravidanza e rischi per il feto, aumento di rischio per malattie cardiache, cancro, diabete e morbo di Alzheimer.
Cos’è la dieta keto
Il termine “dieta chetogenica” è in genere un termine ombrello che può indicare diversi tipi di diete con una caratteristica in comune. Si tratta di diete incentrate sull’assunzione di grandi quantità di grassi ed eliminando quasi interamente i carboidrati. Nel quotidiano, la dieta keto comporta l’assunzione di alimenti come pesce, carne, formaggi, e verdure ad alto contenuto di grassi. Questa combinazione di nutrienti induce il corpo a fare affidamento sui chetoni, un “carburante” che il fegato produce a partire dai grassi immagazzinati.
Effetti pericolosi a lungo termine
Secondo Crosby, contrariamente a quanto creduto fino ad ora, l'unica applicazione della dieta keto sarebbe perdita di peso a breve termine e supporto di trattamenti per l’epilessia. L’assunzione di “carni rosse, troppi grassi saturi e un limite a verdure, frutta e legumi” spiega è “una ricetta per una cattiva salute”. Per i ricercatori i rischi della dieta chetogenica sarebbero quindi non pochi, soprattutto quando protratta a lungo termine. Prima di intraprendere una dieta di questo tipo sarebbe quindi consigliabile un parere del proprio medico o nutrizionista.
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