Dove trovare il finocchio selvatico, pianta delle quattro stagioni

Il finocchio selvatico, anche detto finocchio amaro o finocchietto, finocchiello o anicetto, è un’erba spontanea commestibile di facile reperibilità. È una pianta aromatica, tra gli ingredienti più utilizzati nella cucina tradizionale, da non confondere con il finocchio dolce o coltivato, suo parente nobile.
La pianta selvatica, al pari di quella da orto, è molto usata anche in fitoterapia, principalmente come rimedio naturale contro i disturbi gastro-intestinali per la spiccata azione digestiva, diuretica e depurativa. Ecco allora dove trovare il finocchietto selvatico e come e quando usarlo correttamente.

Dove trovare il finocchio selvatico
Appartenente alla famiglia delle Apiaceae, la stessa della carota e del sedano, il finocchietto selvatico, nome scientifico Foeniculum vulgare, è una pianta molto comune, diffusa lungo tutta l’area mediterranea e sin da tempi antichissimi. È una specie estremamente rustica per cui resiste bene anche ai climi meno temperati. Non è raro, infatti, trovare il finocchietto selvatico anche in montagna, fino a quote di 1000 metri, ma di certo sviluppa meglio in luoghi assolati e terreni sciolti. Il finocchietto si raccoglie per lo più nei prati di campagna ma si trova anche in angoli più aridi e ambienti sassosi, lungo sentieri e recinsioni o ai margini delle strade.
Stagionalità del finocchietto
Il finocchietto selvatico si trova tutto l’anno e il periodo di raccolta dipende principalmente dall’utilizzo che se ne vuol fare in cucina. Le foglie si raccolgono in primavera, i fiori in estate. In autunno si può fare incetta di frutti, mentre in inverno, durante la fase vegetativa, si raccoglie solo la radice della pianta.
Come riconoscere il finocchio selvatico
Il finocchietto selvatico è una pianta facilmente riconoscibile. Le foglie sono di certo un primo segno distintivo: sono sottili e bislunghe, tanto da sembrare filiformi. Il fusto è eretto e in condizioni ottimali raggiunge anche i due metri di altezza. In estate, durante la fioritura, la pianta sviluppa caratteristici fiorellini che da verdognoli diventano gialli, disposti a ombrelle. Dai fiori si originano i frutti di forma oblunga, spesso chiamati impropriamente semi perché acheni.
Diversamente dal finocchio dolce non sviluppa il grumolo, cioè la parte bianca che cresce intorno al fusto della pianta e che comunemente usiamo come ortaggio.
Attenzione al finocchiaccio o finocchio selvatico non commestibile
Anche della pianta di finocchietto selvatico esiste una versione simile ma non commestibile. É la ferula o finocchiaccio, nell’alto Lazio anche conosciuta come Ferla, responsabile del decesso di molti animali al pascolo. Generalmente il bestiame riconosce la pericolosità della ferula e se ne tiene lontana, ma il rischio si presenta comunque per gli esemplari ancora giovani, che non sanno distinguerla. Più spesso viene ingerita perché falciata e presente nelle balle di fieno.
