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Come eliminare le microplastiche dall’acqua?

Come eliminare le microplastiche dall’acqua?

Eliminare le microplastiche dall’acqua è tanto semplice quanto preparare un tè, basta bollire e filtrare l'acqua secondo una nuova ricerca.

Le microplastiche, minuscoli e potenzialmente pericolosi frammenti che arrivano dalla decomposizione di plastiche abbandonate in natura, sono ormai ovunque dai più profondi fondali marini alle vette più alte della Terra, sono persino nel nostro sangue in quello dei nostri bambini e dei nostri animali. Sono anche nell’acqua che beviamo, non solo quella che arriva in bottiglie di plastica, ma anche quella che beviamo dal rubinetto. Senza ricorrere a complicati sistemi di filtraggio o ad evoluti componenti tecnologici, eliminare le microplastiche dall’acqua che beviamo potrebbe essere tanto semplice quanto preparare un tè. Secondo una recente ricerca infatti, per avere acqua con minore contenuto di microplastiche basterebbe farla bollire e successivamente filtrarla con un filtro per caffè.  

Come eliminare le microplastiche dall’acqua?
@envatoelements

Cosa sono le microplastiche e perché sono pericolose?

Le microplastiche sono minuscoli frammenti di plastica dalle dimensioni inferiori ai 5 millimetri. Oltre alle microplastiche particolarmente pericolose sono considerate anche le nanoplastiche, frammenti di dimensioni inferiori a 1 micrometro. Queste particelle possono derivare dalla frammentazione di plastica più grande, dall'abrasione di materiali plastici o possono essere prodotte deliberatamente come parte in alcuni prodotti di consumo.

La loro pervasività non solo contribuisce all'inquinamento ambientale accumulandosi negli ecosistemi acquatici e terrestri, influenzandone biodiversità ed equilibri, ma porta con sé anche serie preoccupazioni per l'impatto sulla salute umana e per l'impatto su fauna e flora selvatica.

Come eliminare le microplastiche dall’acqua che beviamo?

Come riportato nella rivista Environmental Science & Technology Letters dell’American Chemical Society, eliminare le microplastiche dall’acqua sarebbe tanto semplice quanto preparare un tè: basterebbe infatti far bollire e poi filtrare l'acqua per rimuovere fino al 90% delle microplastiche e delle nanoplastiche presenti.

Ad aiutare nel processo è il contenuto di carbonato di calcio (CaCO3) presente nell’acqua. Dalla ricerca è emerso infatti che all'aumentare della temperatura dell'acqua, il carbonato di calcio presente forma strutture cristalline (le normali incrostazioni da ebollizione di acqua minerale), che sono in grado di catturare e trattenere le particelle di plastica in sospensione.

Con ebollizione e filtraggio rimosso fino al 90% di microplastiche

I ricercatori hanno raccolto campioni di acqua del rubinetto dalla città cinese di Guangzhou e li hanno contaminati con diverse quantità di micro e nanoplastiche. I campioni sono stati fatti bollire per 5 minuti e poi lasciati raffreddare. I ricercatori hanno quindi misurato il contenuto di microplastica presente. 

Far bollire acqua ricca di minerali forma naturalmente una sostanza calcarea a base di carbonato di calcio. In presenza di microplastiche questo fenomeno aiuta a trattenere le particelle di plastica che poi si possono eliminare semplicemente filtrando il calcare dall’acqua bollita. Basterebbe un semplice filtro per il caffè. 

Nei test condotti, l'effetto era più pronunciato nell'acqua ad alto contenuto di minerali in particolare in un campione contenente fino 300 mg di carbonato di calcio per litro d'acqua. In questo caso sino al 90% delle microplastiche e nanoplastiche presenti nell’acqua sono state rimosse dopo la bollitura. 

Tuttavia il processo sarebbe in qualche modo efficace anche nell’acqua a basso contenuto di minerali (meno di 60 mg di CaCO3 per litro), in cui la bollitura ha comunque rimosso circa il 25% delle microplastiche. Secondo i ricercatori portare a ebollizione e poi filtrare sarebbe quindi un metodo tanto semplice quanto efficace, per eliminare il più possibile le microplastiche dall’acqua che beviamo. 


denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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