Baobab a rischio: coltivarli per garantirne la sopravvivenza

La condizione dei baobab a rischio ha attirato l’attenzione di molti ormai da anni. Questi alberi straordinari dai mille usi sono fra i simboli del continente africano e occupano negli ecosistemi un posto di rilievo. Il cambiamento climatico rappresenta oggi una minaccia pressante e intervenire è d’obbligo. Coltivarli purtroppo non è così semplice e l’uomo sta lavorando a strategie efficaci.

I baobab:
Lo status dei baobab a rischio genera allarme. Questi alberi possono raggiungere i 30 m di altezza, e i 15 di diametro. Gli esemplari più antichi superano i 1000 anni di età e sono spesso avvolti da un’aura di sacralità che li rende protagonisti del folklore africano. Il loro tronco è, poi, una preziosa riserva d’acqua. Le foglie possono essere bollite e mangiate come verdure. La polpa dei frutti è fonte di vitamina C e viene anche fatta fermentare per produrre birra. I semi possono fungere da base per oli e cosmetici, mentre le radici possono essere impiegate per la realizzazione di tinture. La loro ombra offre spesso il luogo ideale per mercati ed eventi comunitari.
Baobab a rischio:
La condizione dei baobab a rischio appare preoccupante. 9 dei 13 baobab più antichi dell’Africa sono morti nell’ultimo decennio e gli scienziati puntano il dito contro il cambiamento climatico. Le temperature in aumento, e le siccità sempre più severe, avrebbero, infatti, indebolito le piante rendendole più vulnerabili a parassiti, malattie e incendi. A essere in pericolo è un precario equilibrio. Questi imponenti alberi non sono, infatti, importanti solo per l’uomo, ma anche per l’ambiente. Essi contribuiscono a mantenere il suolo umido in un ambiente secco come quello della savana e favoriscono riciclo e circolazione dei nutrienti. Offrono, poi, sostentamento e riparo a molti animali, fra cui scimmie ed elefanti.
Coltivare i baobab:
Tutelare i baobab a rischio rappresenta una priorità. Diverse comunità indigene li coltivano da secoli, ma a scoraggiare gli agricoltori sono i tempi. La fioritura richiede, infatti, tra 8 e 23 anni e non vi sono garanzie sulla produzione di frutti. Alcune recenti ricerche in Ghana sembrano, però, aver sviluppato tecniche che permettono di portare le tempistiche al di sotto dei 3 anni, ma ora sono necessari finanziamenti. Il processo di selezione delle migliori varietà disponibili in natura per la coltivazione richiede, poi, un lavoro lungo e impegno multidisciplinare. Kenneth Egbadzor di Ho Technical College ha affermato che il sogno è veder fiorire vere e proprie piantagioni di baobab, ma l’obiettivo appare ancora lontano.
I progetti per salvare i baobab a rischio appaiono promettenti, ma la situazione rimane critica. Cercare di ridurre le emissioni di gas serra, per mitigare l’impatto del riscaldamento globale, appare l’unica strategia a lungo termine perseguibile. Pensare che, a causa dell’uomo, alcuni degli alberi più antichi del mondo si trovano a condurre una battaglia contro il tempo, non può che smuovere le coscienze.
