Ondate di calore killer: allarme e piani anche dal Regno Unito

Le ondate di calore killer stanno diventando sempre più frequenti. Esse pongono seri pericoli per la salute umana e l’allarme è ovunque altissimo. Il Regno Unito, nonostante il clima abitualmente fresco, non si è dimostrato immune e il governo si sta preparando a rispondere all’emergenza. Molti non ritengono, però, le manovre sufficienti e la preoccupazione è un sentimento diffuso.

Ondate di calore killer:
Le ondate di calore sono periodi di almeno 3 giorni in cui le temperature eccedono le massime medie. Esse possono protrarsi per diverse settimane e sono spesso accompagnate da alti tassi di umidità. A renderle pericolose è proprio questa variabile. L’uomo non può, infatti, sopportare temperature di bulbo umido, la temperatura più bassa che si ottiene per evaporazione di acqua nell’aria, superiori a 35 °C. Il calore eccessivo provoca un surriscaldamento dei vasi sanguigni. Il corpo cerca di raffreddarsi con la sudorazione, ma, quando l’umidità è alta, il sudore non può evaporare. Il cuore inizia allora a pompare sangue verso l’esterno, la temperatura interna si alza e lo stress per il sistema cardiocircolatorio è enorme.
Il caso del Regno Unito:
Nel Regno Unito le ondate di calore killer stanno seminando panico. Il Public Health England ha calcolato, infatti, che le morti da esse causate tra giugno e agosto 2020, sono state 2.556. La stima è stata ottenuta confrontando il numero di morti dei giorni torridi e quello dei 7 giorni precedenti e successivi. Si tratta purtroppo del numero più alto mai rilevato in 17 anni di misurazioni e i numeri sembrano destinati a triplicare entro il 2050. Il Met Office ha dunque deciso di puntare sulla comunicazione precoce e ha messo a punto un sistema di allarmi per colori che permettano ai cittadini di reagire tempestivamente.
L’allarme per il futuro:
Le ondate di calore killer continuano purtroppo a far paura. Molti nel Regno Unito affermano, infatti, che i sistemi di allarme non rappresentano una strategia adeguata. Le fasce più vulnerabili della popolazione, anziani, lavoratori delle zone rurali e senza tetto, rimangono, infatti, esposti ai rischi. Le ondate di calore hanno poi la terribile capacità di uccidere in silenzio. Risultano meno appariscenti di altri fenomeni meteo estremi e il loro impatto viene colto solo a posteriori, grazie alle statistiche. Il cambiamento climatico sembra ora destinato a peggiorare la situazione e la mortalità indiretta, legata a colture danneggiate o incendi, non farà che aggravare il bilancio.
Le ondate di calore killer rappresentano un’emergenza. L’uomo ha alterato gli equilibri naturali e intervenire perché il punto di non ritorno non venga raggiunto è d’obbligo. Ciò che sta accadendo in Canada ci sta purtroppo dimostrando che “morire di caldo” è ben più di un’espressione retorica. Certi scenari apocalittici, visti per ora solo nei film, nei giorni torridi fanno di certo un po’ più paura.
