Non chiamatelo pesce in provetta, ma come chiamarlo allora?

I prodotti ittici che arrivano da coltura cellulare non sono ancora disponibili sul mercato ma già è partita un'accesa discussione su come dovranno chiamarsi. Ad oggi ancora non esiste chiarezza tra i protagonisti stessi del settore; meno ancora tra il pubblico e il consumatore. Negli Stati Uniti, l’agenzia per la sicurezza alimentare la FDA ha annunciato di stare cercando aiuto per determinare un nome ufficiale che non sia "pesce in provetta" per quando, eventualmente, questi prodotti saranno giudicati idonei al consumo.

Se non è pesce in provetta...
Il nome “pesce in provetta” certamente può generare un’immagine forte che potrebbe spingere il consumatore a diffidare del prodotto. La FDA e il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti richiedono che i prodotti alimentari abbiano un "nome comune o usuale" sulle loro etichette, in modo che i consumatori possano fare scelte informate. Ad oggi esistono circa 70 aziende in tutto il mondo che sviluppano prodotti alimentari in coltura cellulare tra carne e pesce. L’adozione di un nome comune è fondamentale tanto più i prodotti si avvicinano alla commercializzazione. Uno studio della Rutgers University negli Stati Uniti ha confrontato 7 potenziali nomi.
Nomi a confronto
Nello studio, a un campione di 1200 consumatori è stato chiesto di valutare le confezioni di salmone cresciuto da cellule in laboratorio. I nomi sono stati valutati in base a diversi criteri come la capacità di distinguere i frutti di mare di coltura cellulare da quelli selvatici e di allevamento e la presenza di potenziali allergeni. Soprattutto, tra i criteri principali, la necessità di trovare un termine appropriato che non screditi il prodotto e non “evochi pensieri, immagini o emozioni sul fatto che i prodotti non siano sicuri, sani e nutrienti”. Ecco allora escluso “pesce in provetta”.
Che nome piace ai consumatori?
I risultati migliori li hanno ottenuti diciture come “frutti di mare a base di cellule” o “frutti di mare da coltura cellulare”. Non sono certo immediati e concisi come “pesce in provetta” ma se non altro soddisfano le normative e piacciono ai consumatori senza portare pregiudizi. Nel dettaglio i partecipanti hanno riportato impressioni leggermente più positive e un interesse maggiore all’acquisto per i prodotti etichettati come “frutti di mare a base di cellule”. E i produttori? In un differente sondaggio condotto dal Good Food Institute circa il 75% delle aziende che producono carne da colture cellulari preferiscono il termine “carne coltivata”. Insomma, pare che per carne e pesce realizzati in questo modo un nome ufficiale sia ancora lontano.
