Mobilità, Parigi vuole diventare interamente ciclabile entro il 2026

Parigi punta a diventare sempre più a misura di ciclista. Entro il 2026 nella capitale francese saranno creati 130 chilometri di nuove piste. L’obiettivo dell’amministrazione cittadina è di rendere raggiungibile sui pedali in maniera sicura qualsiasi punto della metropoli. Il nuovo piano per la mobilità green proseguirà l’opera di quello del quinquennio precedente.

I progressi degli ultimi anni
Il primo piano per le piste ciclabili, il "Plan Velo", ha reso le strade parigine più sicure per i ciclisti tra il 2015 e il 2020. In particolare, ha portato alla creazione della REVe, una rete di piste ciclabili costruita sugli assi nord-sud ed est-ovest, più un percorso lungo il letto della Senna. Il numero delle persone salito in sella in città è così gradualmente aumentato. A incoraggiare la loro scelta sono stati soprattutto il pesante sciopero del trasporto pubblico nel 2019 e la pandemia di Covid-19.
Proprio quest’ultimo evento ha spinto l’amministrazione comunale a creare altri 50 chilometri di percorsi ciclabili provvisori nell’ultimo periodo, diventati poi definitivi. Dai dati registrati è emerso che tra il 2019 e il 2020 c’è stato un aumento dei ciclisti del 47 percento, mentre tra il 2020 e il 2021 l’incremento è stato del 60 percento.
Gli obiettivi del nuovo piano
Alla luce di questi primi successi, si è deciso di alzare l’asticella. La sindaca Anne Hidalgo, confermata alla guida della città alle elezioni del 2020 anche grazie alle politiche sulla mobilità, ha promosso il programma "Plan Velo: Act 2". Sul piatto ci sono 250 milioni di euro per il periodo 2021-2026. Oltre ai 130 chilometri di nuove piste ciclabili sicure, sono all’orizzonte interventi anche per creare nuovi servizi per i ciclisti, trasformare alcuni parcheggi per auto in posteggi per le due ruote e potenziare la manutenzione dei percorsi (ad esempio, favorendo lo spazzamento della neve in inverno).
Interessante è anche l’intenzione di riconfigurare il sistema di funzionamento dei semafori. L’obiettivo è quello di dare priorità al verde per ciclisti e mezzi pubblici, penalizzando gli automobilisti. Nel piano si parla anche di promuovere l’uso della bicicletta nelle scuole insegnando ai bambini a pedalare, favorire l’organizzazione di workshop dedicati alla riparazione dei mezzi in ogni distretto della metropoli e incoraggiare il cicloturismo.
Un esempio per le altre città
Parigi non è l’unica città a promuovere l’uso della bicicletta nel mondo. In Italia, ad esempio, Milano si è mossa nella stessa direzione, soprattutto dopo i mesi più critici della pandemia e le limitazioni alle capacità dei mezzi pubblici. Nell’ultimo anno e mezzo, il capoluogo lombardo ha realizzato 35 chilometri di nuove piste ciclabili. Si sono aggiunti a 220 chilometri già esistenti. Numeri più bassi rispetto alla capitale francese che, al 2021, conta ben 300 chilometri di piste permanenti e 52 provvisorie. Ce n’è di strada da fare insomma, possibilmente con le mani sul manubrio.

Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food
Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food