Microplastiche e nanoplastiche viaggiano nell’aria per milioni di chilometri

Uno studio ha ribadito che microplastiche e nanoplastiche viaggiano attraverso l’aria per distanze lunghissime. Il lavoro di recente pubblicato in Nature Reviews, Earth and Environment ha delineato una situazione tragica e ha sconvolto ben più di una certezza. I ricercatori chiedono ora alle autorità interventi concreti e puntano ad approfondire gli studi.

Microplastiche e nanoplastiche ovunque
Microplastiche e nanoplastiche sono ormai ubiquitarie. Nel 2018 il chimico Andrew Mayes aveva mostrato come queste fossero presenti nelle bottiglie d’acqua in tutto il mondo. Oggi sappiamo che tali particelle, di diametro rispettivamente inferiore a 5 mm e a 0.1 µm, raggiungono anche i luoghi più remoti della Terra e lasciano tracce persino nel sangue umano. Microplastiche e nanoplastiche si diffondono nell’ambiente a causa di diverse attività. Cosmetici, gas di scarico, pneumatici, degrado di oggetti e settore tessile sono solo alcune delle fonti più comuni. Le sostanze inquinanti, una volta depositatesi, causano problemi a uomo e natura. Esse arrivano ad alterare l’albedo dei ghiacci polari e, nel caso degli oceani, a causare un maggiore surriscaldamento delle acque.
Il ruolo dell’aria
A concentrarsi su come microplastiche e nanoplastiche si diffondano sul pianeta ci ha pensato un team di scienziati, che ha indagato sul ruolo dell’aria. Determinanti per la ricerca si sono rivelati una serie di campioni raccolti durante una spedizione nell’Artico. I ricercatori sono, infatti, stati in grado di concludere che in atmosfera viaggiano ogni anno fino a 25 milioni di tonnellate di microplastiche e nanoplastiche. L’aria, in quanto mezzo molto più dinamico dell’acqua, rende accessibili agli inquinanti anche luoghi all’apparenza irraggiungibili. Secondo le stime, senza adeguati interventi, la quantità di particelle trasportate in atmosfera potrebbe salire a 80 milioni di tonnellate entro il 2040.
Intervenire
Il nuovo studio ha mostrato quanto l’aria sia determinante per la diffusione di microplastiche e nanoplastiche. Oggi è ormai noto che gli oceani sono soffocati da queste sostanze inquinanti, ma la tendenza è di concentrarsi soprattutto sul ruolo dei fiumi. I ricercatori chiedono, invece, ora di riflettere maggiormente su come atmosfera e acque interagiscano tra loro. Colmare i gap di conoscenza appare una priorità e la speranza è che il recente lavoro ispiri ulteriori studi. Gli autori chiedono, poi, la messa a punto di sistemi di monitoraggio e di gestione dei livelli di micro e nanoplastiche nell’aria condivisi a livello internazionale. Capire come la circolazione delle particelle influisca sulle dinamiche legate al clima è, poi, altrettanto importante.
Pensare che microplastiche e nanoplastiche siano in grado di muoversi attraverso il pianeta semplicemente sfruttando l’aria non può che inquietare. Il peso della plastica negli oceani è ormai vicino a eguagliare quello dei pesci e ora la scienza ci obbliga a non ignorare i campanelli d’allarme connessi all’atmosfera. Forse l’espressione “inspirare una ventata d’aria fresca” inizia davvero a perdere di significato.
