La differenza tra sedano verde e bianco

È impossibile non conoscerlo perché il sedano è un ingrediente molto usato nella cucina tradizionale, ad esempio nel soffritto, e nella cucina naturale, dove viene utilizzato al posto del sale. Sugli scaffali dei fruttivendoli e dei supermercati si trovano le due tipologie più note, ovvero il sedano verde e il sedano bianco. Qual è la differenza principale tra questi due ortaggi?

Differenza nella coltivazione del sedano verde e del sedano bianco
Il sedano è una pianta erbacea autunnale e invernale, anche se ormai è disponibile tutto l’anno. La prima differenza tra sedano verde e sedano bianco riguarda proprio la coltivazione. Per renderlo, infatti, più croccante e più dolce, a volte il sedano viene privato della luce, quindi della clorofilla, responsabile della colorazione verde e così la pianta rimane bianca. Il sedano bianco, inoltre, genera una pianta più grande con gambi più carnosi.
Sedano verde e sedano bianco: le differenze in tavola
Proprio perché ha un sapore più delicato e per il fatto che ha una struttura meno fibrosa del sedano verde ed è più croccante, il sedano bianco è più indicato per essere consumato crudo, per esempio in pinzimonio o in insalata. Essendo meno filamentoso, infatti, si mastica meglio. Il sedano verde, invece, è più adatto ad essere consumato cotto, come aromatizzante per dare sapore a minestre e minestroni.
Il sedano e tutti i suoi colori
Esistono varietà rinomate di sedano tipiche di alcune zone specifiche di produzione. Per quanto riguarda il sedano bianco le varietà più diffuse in Italia sono il sedano bianco di Sperlonga IGP e il dorato di Asti. Il sedano nero di Trevi, che ha la particolarità di misurare fino a un metro, si chiama così perché, se non viene interrato, cresce scuro. Il sedano rosso di Orbassano, importato dalla Francia nel ‘600, ha un profumo molto intenso e sa lievemente di mandorla.
