Incendi boschivi: sempre più in alto a causa del clima

Un nuovo studio condotto negli USA ha mostrato inquietanti dati sugli incendi boschivi. Il riscaldamento globale li sta rendendo più frequenti e devastanti e, insieme ad altri fattori, li sta spingendo ad altitudini sempre più elevate. Le conseguenze per natura e umanità sono purtroppo devastanti e in futuro la situazione sembra destinata a peggiorare.

Lo studio sugli incendi boschivi:
In un recente studio un team della McGill University ha indagato sugli incendi boschivi. Gli scienziati hanno analizzato i dati relativi agli incendi divampati nelle regioni montuose dell’Ovest degli USA tra il 1984 e il 2017. La ricerca si è concentrata su eventi più estesi di 1.000 acri. I risultati hanno mostrato che le terre bruciate sono aumentate a tutte le altitudini, ma in particolare al di sopra dei 2.500 m. A tale quota tra il 2001 e il 2017 l’ammontare delle terre distrutte è triplicato. Il limite di quota a cui divampano incendi boschivi è salito di 252 m. Le fiamme hanno dunque raggiunto zone che prima risultavano troppo umide per bruciare.
Il ruolo del clima:
L’aumento di quota raggiunta dagli incendi boschivi è dovuto a diversi fattori. A rendere tali eventi così devastanti è, in primis, il cambiamento climatico. Le zone degli USA analizzate sono, infatti, ormai sempre più soggette a periodi di severa siccità, ondate di calore e tempeste caratterizzate dalla caduta di fulmini. La neve ricopre regolarmente il suolo ad altitudini sempre più elevate e ciò priva le foreste di un’ulteriore barriera. Negli ultimi 34 anni sono bruciati 81.500 km2 di foreste in quota negli USA occidentali. Oggi, a causa del riscaldamento globale l’11% delle zone boschive dell’intera area è ormai a rischio. La crescente estensione di attività e insediamenti umani a queste zone impervie ha portato ulteriori fattori di rischio.
Conseguenze degli incendi boschivi:
Gli incendi boschivi in quota hanno purtroppo conseguenze terribili. Essi minacciano le comunità locali, ma si ripercuotono anche su chi vive a valle. Le alte montagne sono, infatti, riserve d’acqua fondamentali. Dove le fiamme devastano il suolo, la quantità di neve in grado di accumularsi, però, diminuisce e ciò influisce su quantità e qualità delle scorte idriche. Gli incendi a tali quote abbattono poi molti alberi e il rischio di valanghe aumenta. La diminuzione di copertura forestale ha effetti terribili anche sugli ecosistemi. I raggi solari colpiscono, infatti, in modo più diretto i corsi d’acqua montani, aumentandone la temperatura e danneggiando flora e fauna.
La nuova ricerca sugli incendi boschivi solleva inquietudine. La terribile ondata di calore che sta investendo USA e Canada sembra, per altro, destinata ad alimentare il fenomeno. Gli interventi di management non mancano, ma, agire sui sintomi non è sufficiente. La vera minaccia è il cambiamento climatico e, finché l’umanità continuerà a gettare benzina sul fuoco, fermare le fiamme non sarà mai davvero possibile.
