"Il silenzio delle piante", la bellissima poesia di Wislawa Szymborska

La poesia “Il silenzio delle piante’’, scritta da Wislawa Szymborska e edita in Italia nel 2002, affronta la delicata relazione tra uomo e natura. In questi versi viene sviscerata, con eleganza e intensità, la condizione di incomunicabilità e di isolamento del mondo vegetale. Come in tutta la sua produzione poetica, la poetessa polacca affronta di petto il lato amaro e ironico dell’esistenza, dando voce a chi non ne ha.

“Il silenzio delle piante” di Wislawa Szymborska
La conoscenza unilaterale tra voi e me
si sviluppa abbastanza bene.
So cosa sono foglia, petalo, spiga, stelo, pigna,
e cosa vi accade in aprile, e cosa in dicembre.
Benché la mia curiosità non sia reciproca,
su alcune di voi mi chino apposta,
e verso altre alzo il capo.
Ho dei nomi da darvi:
acero, bardana, epatica,
erica, ginepro, vischio, nontiscordardimé,
ma voi per me non ne avete nessuno.
Viaggiamo insieme.
E quando si viaggia insieme si conversa,
ci si scambiano osservazioni almeno sul tempo,
o sulle stazioni superate in velocità.
Non mancherebbero argomenti, molto ci unisce.
La stessa stella ci tiene nella sua portata.
Gettiamo ombre basate sulle stesse leggi.
Cerchiamo di sapere qualcosa, ognuno a suo modo,
e ciò che non sappiamo, anch'esso ci accomuna.
Io spiegherò come posso, ma voi chiedete:
che significa guardare con gli occhi,
perché mi batte il cuore
e perché il mio corpo non ha radici.
Ma come rispondere a domande non fatte,
se per giunta si è qualcuno
che per voi è a tal punto nessuno.
Epìfite, boschetti, prati e giuncheti -
tutto ciò che vi dico è un monologo
e non siete voi che lo ascoltate.
Parlare con voi è necessario e impossibile.
Urgente in questa vita frettolosa
e rimandato a mai.
Scegliere come titolo ‘’Il silenzio delle piante’’ non è casuale e sottolinea proprio quel misterioso contatto con la natura che ancora non riusciamo davvero ad avere o a comprendere profondamente. Secondo Wislawa Szymborska l’uomo, più o meno consapevolmente, si crede in ogni caso il signore della natura e questo difficilmente renderà possibile – se pur necessario – un dialogo sincero con essa. Tuttavia, resta il desiderio di comunicare e una reciproca curiosità perché, alla fine, l’esistenza umana non è poi così diversa da quella del mondo naturale: entrambe vivono nella speranza e nella solitudine.
