Il pesto più buono grazie all’intelligenza artificiale

In container da spedizione trasformati in fattorie verticali i ricercatori hanno sottoposto le piante di basilico a diverse condizioni di luce, umidità e temperatura nel tentativo di scoprire la combinazione migliore. Una volta cresciute, le piante sono state sottoposte a test per individuare la concentrazione dei composti volatili responsabili del sapore. Queste molecole contengono inoltre anche antiossidanti e quindi, secondo i ricercatori, l’obiettivo di rendere il basilico più buono vorrebbe dire anche migliorarne le sue qualità alimentari. Tutte le informazioni sono state poi elaborate da algoritmi di intelligenza artificiale per estrapolare ulteriori milioni di combinazioni possibili.
L’agricoltura cibernetica si presenta come un’alternativa agli OGM. Oltre a sapore e nutrienti, l’intelligenza artificiale si prospetta come un alleato importante per limitare gli effetti del cambiamento climatico sulle piante. In campo servono anche diversi anni per verificare gli effetti di determinate scelte di coltivazione ma, grazie ai modelli computerizzati, la quantità di informazioni può crescere esponenzialmente portando a rapidi sviluppi per l’agricoltura. Il modello del MIT punta ad essere open-source, vale a dire che l’idea di fondo è permettere a tutti accesso agli algoritmi e creare una rete mondiale di dati per rendere frutta e verdura più gustose e nutrienti.
