Flora in pericolo: i dati sugli alberi fanno paura

Un recente report ha lanciato l’allarme sulla situazione della flora in pericolo. I dati sul numero di alberi a rischio estinzione fanno paura e gli scienziati temono l’innesco di un effetto domino. Le minacce che inficiano la sopravvivenza delle specie vegetali si fanno sempre più pressanti, ma intervenire non appare impossibile. La speranza è che le autorità comprendano l’urgenza e agiscano in modo adeguato.

Flora in pericolo:
La Botanic Gardens Conservation International ha rilasciato un report sugli alberi a rischio estinzione e la flora in pericolo è tornata al centro dell’attenzione. Per stilare un bilancio esaustivo gli autori hanno utilizzato dati raccolti da Global Tree Assessment e International Union for Conservation of Nature. Lo studio ha così svelato che il 30% degli alberi esistenti corre un concreto pericolo. Delle 60.000 specie presenti sulla Terra 17.500 sono a rischio. 142 specie sono già estinte in natura e altre 442 non contano più di 50 esemplari. Le conseguenze potrebbero rivelarsi devastanti. Ogni albero svolge, infatti, funzioni uniche negli ecosistemi e molti risultano fondamentali per la sopravvivenza di animali e uomini.
Minacce per la flora:
A mettere la flora in pericolo sono diversi fattori. A creare maggiori problemi è il crescente tasso di deforestazione. Molti alberi vengono oggi abbattuti per fare spazio all’agricoltura, ma ricerca di legname, necessità di terreni per l’allevamento o per l’urbanizzazione e incendi, sono minacce consistenti. Il cambiamento climatico, con i fenomeni meteo estremi e l’innalzamento del livello dei mari non fa che aggravare una situazione già critica. Madagascar, Brasile e Indonesia guidano purtroppo questa triste classifica. A correre i maggiori pericoli sono così querce, ebano e magnolie, grandi alberi tropicali e frassini. Azione umana, piantagioni di olio di palma e parassiti o malattie rappresentano rispettivamente i pericoli più concreti.
Salvare la flora in pericolo:
Salvare la flora in pericolo è una priorità. Malin Rivers di BGCI ha affermato che per la prima volta sappiamo quali alberi devono essere tutelati, dove e da cosa. Preservare le foreste esistenti ed espandere le aree protette costituisce il primo passo. Gli esperti consigliano poi la conservazione delle piante a rischio in giardini botanici o banche dei semi. Questa sorta di “back up” potrebbe, infatti, rivelarsi determinante in futuro, ma oggi solo il 30% degli alberi è così trattato. Una posizione di rilievo dovrà, poi, spettare a formazione ed educazione, così da promuovere programmi di rimboschimento razionali. I fondi da destinare a tali progetti dovranno chiaramente aumentare.
I dati sulla flora in pericolo sono estremamente significativi. Negli ultimi 300 anni 29 Paesi hanno perso più del 90% della propria copertura forestale. Tale tendenza non risulta sostenibile e deve essere rapidamente invertita. La prospettiva di un mondo senza alberi, e quindi senza ossigeno, dovrebbe risultare abbastanza inquietante da costituire una motivazione.
