Chi è Sadhguru, il guro indiano che gira il mondo in moto per salvare il suolo

Il famoso guru indiano Sadhguru a cavallo della sua moto ha ormai iniziato il suo viaggio per convincere il mondo a muoversi concretamente per salvare il suolo. Il movimento Conscious Planet-Save soil ha obiettivi ben precisi e la nuova iniziativa del famoso mistico mira a promuoverli. Le tappe di Venezia e Roma rendono anche l’Italia protagonista del tour e ora ognuno è chiamato a fare la sua parte.

Chi è Sadhguru?
Sadhguru, che oggi vediamo impegnato in un viaggio in moto per salvare il suolo, è in primis un maestro indiano. Nato nel 1957 a Mysore, il suo vero nome è Jaggi Vasudev. Come molti suoi connazionali egli ha seguito un percorso che lo ha portato ad avvicinarsi a misticismo, yoga e spiritualità e a diventare un punto di riferimento in quest’ambito. Fondatore di Isha Foundation, ONG per l’inclusione sociale e culturale, è autore di molti libri ed è estremamente popolare anche tra le star. Il suo seguito è cresciuto a dismisura e oggi conta 20 milioni di followers sui social e 1 miliardo di visualizzazioni su Youtube.
Il viaggio di Sadhguru
Sadhguru è ora impegnato in una vera e propria missione per salvare il suolo. In sella alla sua moto è, infatti, protagonista del tour del movimento globale Conscious planet –Save soil. Sta, cioè, affrontando un viaggio in solitaria di più di 30.000 km. In 100 giorni toccherà 26 nazioni tra Regno Unito, Europa e Medioriente. L’obiettivo è dialogare con la gente in incontri pubblici, e sensibilizzare sul tema desertificazione. Il viaggio è partito da Londra il 21 marzo e si concluderà in India. In Italia le mete prescelte sono state Venezia e Roma. Durante la tappa veneta del 30 marzo Sadhguru ha parlato ospitato dall’Università Ca’ Foscari. A Roma il guru si è presentato il 2 aprile e all’evento hanno presenziato diverse personalità di spicco.
Salvare il suolo
Sadhguru ha intrapreso il suo viaggio in moto in solitaria per ricordare a tutti quanto salvare il suolo sia cruciale. Lo scopo è convincere 3.5 miliardi di persone, oltre il 60% della popolazione mondiale votante, a mettersi in prima linea. Ciò significherebbe, infatti, spingere i governi ad azioni concrete. Oggi un terzo del suolo del pianeta è in degrado e il rischio è che entro il 2050 il valore raggiunga il 90%. Sadhguru e il movimento insistono su quanto invertire la rotta in tale ambito sia l’unica soluzione per combattere sia la crisi climatica, sia quella alimentare. La speranza è che i social e la comunicazione con il mondo della musica e dello spettacolo si rivelino risorse vincenti.
Vedere Sadhguru impegnarsi a cavallo di una moto per salvare il suolo trasmette speranza. Viviamo in un mondo in cui il prezzo degli errori dell’uomo si sta rivelando salato. Il futuro delle nuove generazioni dipende, forse purtroppo, dal nostro senso di responsabilità. È evidente che, come ribadisce il maestro indiano, senza un suolo, non esiste nemmeno un pianeta da salvare.
