Castagnaccio, storia e ricetta del tipico dolce autunnale

Il castagnaccio è senza dubbio uno dei simboli dell’autunno e della storia della nostra cucina. A base di farina di castagne, è semplice ma gustoso. Sono molte le regioni italiane a consacrarlo come una specialità, in particolare Toscana, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.
Oggi comprare un sacchetto di castagne è diventato quasi un lusso, eppure un tempo il castagnaccio era conosciuto come migliaccio e pane dei poveri. Scopriamo le sue origini e come prepararlo in pochi e semplici passi.

Le origini del castagnaccio
Le origini del castagnaccio sono molto antiche, tanto da risalire al 1500. A quel tempo la castagna era diffusa soprattutto nelle campagne, costava poco (strano ma vero!) e veniva consumata proprio per i suoi principi nutrienti a volte perfino come pasto unico e principale. Anche il castagnaccio sembra aver origine in quei tempi, precisamente nel 1554. A quell’anno risale il breve catalogo che Ortensio Lando dedica agli inventori di nuove ricette ed è qui che si sente parlare di Pilade da Lucca: il primo a preparare e amare il castagnaccio.
La vera diffusione del castagnaccio avvenne però solo alla fine del 1800, quando i toscani che apprezzavano il dolce da molto tempo prima, decisero di esportarlo e così iniziò a conquistare l’Italia Settentrionale. Un tempo il castagnaccio veniva chiamato “pane di legno” o “pane dei poveri” proprio per la semplicità dei suoi ingredienti che gli hanno garantito anche altri nomi, tra cui toppone, pattona e migliaccio. Nelle zone senesi veniva preparato seguendo due diversi procedimenti: secondo il primo bisogna cuocere l’impasto in una grande teglia e far sì che lo strato fosse più cotto in superficie con delle screpolature. Secondo il secondo procedimento, venivano invece usate delle formelle di ferro di piccole dimensioni da cui si ottenevano delle “frittelle”.
Il castagnaccio: la ricetta
Nella ricetta originale era presente solo la farina di castagna che veniva poi mescolata con acqua, olio e rosmarino. Ma questa ricetta già allora non era l’unica e il castagnaccio poteva essere arricchito con il miele, i semi di finocchio, la scorza d’arancia, lo zucchero per poi arrivare agli ingredienti che più sono stati apprezzati: pinoli e uvette. Le variazioni del castagnaccio ad oggi sono moltissime, così come sulla quantità dei cosiddetti “ingredienti aggiuntivi”. Non vi resta quindi che sperimentare e trovare l’equilibrio perfetto degli ingredienti. Intanto, vediamone insieme una:
• 500 gr di farina di castagne
• 650 gr di acqua
• 100 gr di uvetta sultanina
• 100 gr di pinoli
• 1 rametto di rosmarino
• 5gr sale fino
• Un filo d’ olio extravergine
• Un pizzico di zucchero (facoltativo)
Consiglio: per ottenere un castagnaccio morbido e non secco è importante non cuocerlo per troppo tempo. La cottura ideale è di 25 – 30 minuti massimo a 180°…ma non vi resta che provare!
