Ande, i ghiacciai si sciolgono troppo rapidamente

Le Ande sono ricche di ghiacciai ma in futuro il paesaggio della Cordigliera potrebbe cambiare. Uno studio pubblicato in Science ha, infatti, mostrato che i giganti bianchi sulla catena si stanno sciogliendo più rapidamente del previsto e che hanno raggiunto punti critici mai toccati finora nella storia. Il futuro preoccupa gli esperti, che sostengono anche di essere testimoni di un nuovo passo verso l’Antropocene.

Scioglimento dei ghiacciai sulle Ande
Lo scioglimento dei ghiacciai è un problema per tutto il pianeta e purtroppo nemmeno le Ande sono al sicuro dal fenomeno. Uno studio ha infatti evidenziato che i giganti bianchi sulla Cordigliera si sono ritirati al tal punto da raggiungere minimi di estensione mai toccati in 11.700 anni. La principale causa del disastro è l’aumento della temperatura globale causato dall’uomo.
Gli scienziati si attendevano che un simile punto di non ritorno potesse essere raggiunto in decenni ma i dati dimostrano che la natura è in anticipo sulla tabella di marcia. Almeno una parte del pianeta sembra, insomma, essere a pieno titolo uscita dall’Olocene ed entrata nell’Antropocene. Nell’area tropicale l’epoca in cui era l’ambiente a dettare leggi e luoghi della civiltà potrebbe, quindi, aver lasciato il posto al tempo in cui l’attività umana rappresenta il fattore determinante.
L’andamento dei ghiacciai sulle Ande
Per monitorare l’andamento dei ghiacciai sulle Ande gli scienziati hanno analizzato quattro ghiacciai della cordigliera: Pan de Azucar, Queshque, Zongo e Charquini Norte. Questi insieme comprendono il 99% del ghiaccio che si trova nell’area tropicale del pianeta. Hanno, poi cercato la presenza di due isotopi: berilio-10 e carbonio-14. La concentrazione di tali atomi aumenta quando le rocce sono esposte alle radiazioni dello spazio esterno.
Andrew Gorin, autore leader, ha spiegato che, in pratica, sono presenti se la roccia può vedere il sole e che forniscono, quindi, indicazioni su quanto essa sia rimasta senza rivestimento glaciale. Nessuna delle due sostanze è risultata presente nei 18 campioni esaminati. Ciò significa che nessuna superficie era mai stata non coperta dai ghiacci fino a oggi e che, perciò, le dinamiche attuali non rientrano in quelle di normale fluttuazione naturale.
Che cosa comporta lo scioglimento dei ghiacciai sulle Ande?
Al di là della possibile entrata nell’Antropocene lo scioglimento dei ghiacciai sulle Ande ha conseguenze molto più tangibili. I giganti bianchi raccolgono, infatti, al loro interno un’enorme quantità d’acqua, che viene rilasciata gradualmente durante la stagione in cui avviene il fisiologico ritiro. Su di essa milioni di persone basano la propria vita. La zona sta, per altro, sperimentando periodi di siccità sempre più lunghi e prolungati, quindi il bilancio si fa critico.
Le occasionali inondazioni completano il quadro degli eventi meteo estremi connessi alla corsa del cambiamento climatico. Lo scioglimento dei ghiacciai influisce, poi, sull’innalzamento del livello dei mari a livello globale e sugli equilibri degli ecosistemi locali. I fiumi vedranno, in tale contesto, la propria portata diminuire vertiginosamente e diverse comunità rischiano di essere costrette a migrare altrove.
Le Ande non sono l’unico luogo da cui i ghiacciai stanno scomparendo. Himalaya, montagne del Nord America e Alpi sono già state al centro di studi simili e i risultati non sono apparsi più confortanti. Jeremy Shakun, coautore, ha spiegato che i giganti bianchi hanno il ruolo dei canarini nelle miniere di carbone. Essendo particolarmente sensibili ai cambiamenti nel clima, possono, cioè, rivelare molto sul destino del pianeta.
