Alimentazione sostenibile: ecco cosa mangeremo nel 2050 secondo gli esperti

Mentre il pianeta è al collasso, cambiare la nostra alimentazione per renderla sostenibile è prioritario. Il consumo di carne dovrà, secondo gli esperti, calare almeno del 50%, mentre quello di frutta e verdura dovrà raddoppiare. Entro il 2050 gli alimenti che ben conosciamo non potranno più sfamare una popolazione mondiale in crescita. Scoprire quali potrebbero essere le new entry della lista della spesa può aiutarci a preparaci.

Carne sintetica
Per un’alimentazione sostenibile trovare un’alternativa alla carne è vitale. L’allevamento è, infatti, responsabile di un terzo delle emissioni globali di gas serra. Le start-up che puntano sulla coltivazione della carne in laboratorio sono molte. Il procedimento si basa sulla raccolta di cellule staminali animali, poi fatte proliferare grazie a nutrienti, e sull’impiego di stampanti 3D. Oggi i prezzi dei prodotti risultano ancora poco competitivi, ma si attendono progressi.
Insetti
Soddisfare il fabbisogno di proteine potrebbe voler dire orientarsi verso gli insetti. Questi vengono abitualmente consumati in molti Paesi. Oltre a essere un concentrato di nutrienti, richiedono poco spazio per l’allevamento e la filiera a essi connessa produce una quantità di emissioni minima. La commercializzazione di farine e altri prodotti con questi animaletti come base è iniziata da tempo anche in Occidente e sembra destinata a decollare.
Alghe
Nella futura alimentazione sostenibile le alghe ricopriranno un ruolo di rilievo. Esse sono destinate a diventare sempre più abbondanti e, anche a livello “agricolo”, coltivarle è vantaggioso. Crescono, infatti, velocemente, richiedono poco spazio e contengono grandi quantità di sostanze nutritive.
Cereali alternativi
Il posto riservato al grano nell’alimentazione del futuro potrebbe risultare marginale. Le pratiche agricole hanno reso questa coltura fragile e poco abile ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Quinoa, grano saraceno, amaranto e altri cereali alternativi simili risultano, invece, più resistenti, almeno altrettanto nutrienti e spesso più salutari. Le specie fra cui scegliere sono circa 10.000.
Caffè Stenophylla
Nella futura alimentazione sostenibile non c’è spazio nemmeno per il classico caffè. Il riscaldamento globale renderà a breve il 50% dei terreni a esso adibiti inutilizzabili. La varietà Stenophylla, già commercializzata, capace di sopportare temperature di 6.8 °C più elevate, finirà dunque per sostituire l’Arabica.
False banane
Oggi l’umanità consuma 100 miliardi di banane all’anno e presto ciò non sarà più sostenibile. In nostro soccorso potrebbe, allora, venire l’ensete. Detto anche falso banano, questo albero etiope produce frutti straordinari e ci si attende un’espansione globale delle colture. Secondo le stime in un mondo colpito dal cambiamento climatico essi potrebbero sfamare 100 milioni di persone. 15 alberi di ensete sarebbero in grado di fornire nutrimento a un individuo per un anno intero.
Rendere la propria alimentazione più sostenibile è molto più semplice a parole che nei fatti. Guardare ai cambiamenti che rischiano di investire tavole e carrelli nel prossimo futuro potrebbe farci storcere un po’ il naso, ma, di fronte a un pianeta allo stremo, la reticenza non è un’opzione. La speranza è che il proverbio “mal comune, mezzo gaudio” si riveli puntuale.
