Alberi impollinati a mano: le drammatiche conseguenze del cambiamento climatico in Cina

Un mondo in cui gli alberi vengono impollinati a mano sembra estremamente desolante, ma sta diventando realtà in Cina, dove l’assenza di insetti impollinatori costringe gli agricoltori a far riprodurre i propri alberi da frutto con un lavoro manuale. La situazione è drammatica, ma ha spinto gli addetti ai lavori a trovare nuove strategie per proteggere gli insetti, la cui salute e diffusione è considerata sempre più vitale per l’agricoltura moderna.
Le conseguenze della scomparsa degli insetti
In Cina la lotta contro gli insetti e altri animali ha avuto inizio con il governo di Mao Tse Tung, che considerava passeri, mosche, zanzare e topi come le quattro piaghe più dannose per l’agricoltura del gigante asiatico. Diede inizio a delle vere e proprie campagne per eliminarli, utilizzando ogni tecnica possibile, in modo tale da proteggere gli interessi del paese.
Quello che non ci si aspettava fu ottenere l’effetto opposto: la diminuzione dei passeri portò alla proliferazione praticamente incontrollata delle cavallette, che devastarono per diversi anni i raccolti cinesi. Lo squilibrio generato da queste strategie estreme si può vedere ancora oggi in alcune regioni della Cina, dove gli insetti impollinatori oggi risultano praticamente scomparsi.
Per risolvere il problema alcuni agricoltori cinesi sono dovuti ricorrere a misure drastiche, arrivando ad impollinare i propri alberi da frutto a mano. Questa situazione drammatica però potrebbe essere risolta con alcune tecniche relativamente semplici. Al posto di piantare in maniera indiscriminata filari di alberi tutti uguali molti agricoltori cominciano a lasciare piccole oasi di natura incontaminata, o lasciano lunghe sezioni di piante selvatiche e fiori a una distanza regolare.
Portando avanti queste strategie i contadini sperano di poter ricostituire le popolazioni locali di impollinatori, sperando però che non sia troppo tardi.
