Riportare il verde nel Sahara grazie a eolico e solare

Ridare vita al deserto riportando il verde nel Sahara è possibile. A dirlo uno studio dell’Università del Maryland pubblicato nella rivista Science. Grazie all’azione di modifica del clima sul terreno operata dalle installazioni centrali eoliche e solari, sarebbe possibile far crescere la vegetazione nell’inospitale deserto.
Verde nel Sahara grazie alle energie pulite
Da deserto inospitale ad habitat lussureggiante? Forse è sognare troppo, eppure riportare il verde nel Sahara potrebbe non essere così impossibile. Lo sostengono i ricercatori dell’Università del Maryland. Gli scienziati sono convinti che il coprire anche solo una parte dei 9 milioni di chilometri quadrati del più grande deserto del pianeta non solo produrrebbe sufficiente energia per alimentare le necessità attuali, ma porterebbe nel deserto anche la pioggia causando così anche la crescita vegetazione per la prima volta in 4500 anni.
Studi precedenti hanno infatti dimostrato come larghe installazioni di turbine eoliche e pannelli solari possono cambiare il clima locale. L’effetto è dovuto al fatto che le turbine spingono l’aria calda dalle altitudini più elevate giù sul terreno. Il colore scuro dei pannelli solari invece assorbe le radiazioni del sole aumentando la temperatura vicino a terra.
Eolico e solare per cambiare il clima
Utilizzando un modello computerizzato i ricercatori americani sono stati i primi a mostrare come la costruzione di immense centrali eoliche e distese di pannelli solari può cambiare la vegetazione sul terreno. Se il 20% dell’area sahariana e della adiacente area semi arida del Sahel fosse utilizzata a tale scopo, l’azione di turbine e pannelli solari porterebbe più umidità a livello del suolo e temperature più alte. Una combinazione che aiuterebbe la formazione di precipitazioni e la crescita di vegetazione. La presenza di vegetazione aiuterebbe a sua volta a aumentare le precipitazioni in un circolo virtuoso.
Si tratta ovviamente solo di una simulazione. L’attuale applicazione dello studio risulta quantomeno improbabile. Non solo servirebbero installazioni di una superficie pari ad oltre 30 volte quella dell’Italia in una realtà politica quantomeno frammentata, ma lo studio non considera anche gli effetti a lungo termine sul clima derivanti dal riportare il verde nel Sahara. Ai benefici potrebbero infatti accostarsi conseguenze impreviste ed indesiderabili.
