Il ragno modifica la propria ragnatela per filtrare l’inquinamento acustico

Quando vediamo una ragnatela non pensare all’ingegno del ragno che la produce è quasi impossibile, persino se il disgusto prevale. Oggi sappiamo che la nostra ammirazione per gli aracnidi è ancora più giustiziata perché essi riescono persino a trasformare le proprie reti in un filtro per l’inquinamento acustico prodotto dall’uomo. A dimostrarlo ci ha pensato una ricerca pubblicata in Current Biology ma le indagini sono solo all’inizio.

A cosa serve la ragnatela del ragno?
Per un ragno la ragnatela è un mezzo tanto per catturare le prede e proteggere i nidi, quanto per spostarsi. Ciò su cui spesso non ci si sofferma è il fatto che le reti aiutano anche gli aracnidi a percepire il mondo esterno. Esse fungono, quindi, in un certo senso da sensori. Reagiscono cioè alle vibrazioni prodotte dall’aria, e quindi ai suoni, trasmettendo segnali al ragno che agisce di conseguenza.
Grazie a tale dinamica gli animali possono individuare prede, predatori e altre minacce così da capire quando attaccare o come fuggire. Ogni rumore esterno sembrerebbe dunque rappresentare una potenziale interferenza. I ragni si sono però dimostrati in grado di rispondere anche a tale sfida modificando la struttura delle proprie ragnatale e trasformandole, dove necessario, in una sorta di filtro.
Ragno: come tesse la sua ragnatela quando c’è rumore
A indagare su come il ragno sappia adattare la propria ragnatela al background acustico che lo circonda ci ha pensato un team della University of Nebraska-Lincoln. I ricercatori si sono concentrati sull’Agelenopsis pennsylvanica, una particolare specie di aracnide diffusa nel Nord America. Ne hanno raccolti 60 esemplari, alcuni da ambienti cittadini, altri da realtà rurali.
In laboratorio li hanno, poi, sistemati in dei container dotati di altoparlanti per analizzare le loro reazioni a contesti rumorosi e a livelli di inquinamento acustico moderati. Ne è emerso che i ragni “di città” utilizzavano la propria ragnatela come un filtro per escludere i suoni violenti ed estranei. Quelli “di campagna” alzavano, invece, in un certo senso, il volume delle vibrazioni per sovrastare il rumore.
Ragno e ragnatela: dalle curiosità alle implicazioni
I nuovi dati su come il ragno struttura la propria ragnatela aprono interessanti prospettive. I ricercatori hanno infatti sottolineato come dalle analisi sia emerso che ragni abituati ad ambienti diversi reagiscono agli stimoli in modo differente. Gli aracnidi obbligati a convivere con l’inquinamento acustico si sono, in un certo modo, adattati a esso e hanno elaborato delle tecniche per arginare almeno in parte il problema.
La strategia non può essere considerata risolutiva, dato che inviando meno segnali le reti rischiano di escludere anche suoni provenienti dall’ambiente naturale. La capacità sembra, però, parte del bagaglio trasmesso da una generazione all’altra. Tutte le scoperte sono state rese possibili dagli strumenti ad alta precisione con cui oggi vengono analizzati gli animali.
Ogni ragno può modellare la propria ragnatela in modo peculiare ma gli scienziati non sono ancora in grado di spiegare esattamente come le reti si adattino al rumore circostante. Gli studiosi sono ora decisi ad approfondire la ricerca e a indagare più a fondo tanto sulla questione quanto su come reagiscano gli altri animali all’iper stimolazione acustica.
