Perché gli incendi in Siberia sono un grave pericolo per il clima

A partire da luglio di quest’anno gli incendi in Siberia stanno divorando ettari di taiga, la foresta boreale tipica delle aree sub-artiche. I roghi, originati nelle regioni di Krasnoyarsk Krai, Sakha Republic e Zabaykalsky Krai, oggi sono arrivati a divorare un’area delle dimensioni del Belgio. Si tratta di un evento catastrofico che, oltre ad aver raso al suono diversi villaggi della zona, costituisce un grave pericolo per il clima a causa delle emissioni degli incendi nell’atmosfera.
Gli incendi in Siberia sono un’emergenza climatica
All’origine degli incendi in Siberia diversi fattori, tra cui proprio quello stesso clima che oggi è in pericolo a causa della grande quantità di polveri e CO2 emessa dai righi. L’estate quest’anno era risultata particolarmente secca e calda per quella zona. Ciò combinato all’azione di forti venti ha completato uno scenario catastrofico. Sul possibile innesco la situazione non è ancora molto chiara, dato c’è chi sostiene possa essere stato causato da tempeste di fulmini abbattutesi sulla foresta; ma anche i pubblici ministeri russi che attribuiscono l’inizio delle fiamme a dei boscaioli illegali i quali avrebbero appiccato il fuoco per eliminare le tracce della loro attività.
La portata delle conseguenze è titanica: basti considerare che l’estensione di foresta distrutta dagli incendi in Siberia è paragonabile alla dimensione del Belgio e che i fumi dei roghi hanno già raggiunto Canada e Stati Uniti. Il problema principale, oltre alla devastazione che le fiamme lasceranno nell’area, riguarderà le emissioni di polveri e anidride carbonica nell’atmosfera. Rispetto a quest’ultima, la quantità stimata supera i 166 milioni di tonnellate, l’equivalente delle emissioni di 36 milioni di automobili in un anno. Pericoloso anche l’effetto delle polveri di carbone che trasportate dal vento andranno a posarsi sul vicino ghiaccio artico, velocizzandone lo scioglimento.Gli incendi in Siberia sono tanto estesi da poter essere visti dallo spazio e potrebbero seriamente mettere a rischio la risoluzione internazionale per contenere il riscaldamento climatico al di sotto di 1,5 °C. Quello che emerge da questo tragico avvenimento è l’abisso in cui l’uomo sta cadendo per sua stessa responsabilità: le insolite caratteristiche climatiche creano condizioni perfette per lo scatenarsi di eventi capaci di peggiorare ulteriormente la situazione a livello sistemico.
In una spirale senza fondo in cui stiamo trascinando il pianeta. La speranza è che l’ingente dispiegamento di forze messo in campo per far fronte all’emergenza e le linee tagliafuoco create con in bulldozer riescano a salvare il salvabile e che questa catastrofe sia da monito a tutti nella direzione di un’azione più decisiva e corale per la riduzione del riscaldamento globale.
