Mammiferi marini a rischio: la situazione è critica
Un recente studio ha analizzato la condizione globale dei mammiferi marini. Siamo purtroppo giunti a un punto di svolta e i dati sono allarmanti. Cambiamento climatico, catture accidentali e inquinamento rappresentano le peggiori minacce e intervenire è d’obbligo. Le proposte concrete non mancano e ora metterle in atto è compito di governi e comunità.

Lo studio:
In un paper pubblicato su Endangered Species Research un team internazionale guidato dalla University of Exeter ha esaminato la situazione dei mammiferi marini. I dati hanno mostrato che molte specie sono oggi a un punto cruciale. Alcune stanno, infatti, mostrando segni di recupero, mentre altre sembrano sulla via del declino. I ricercatori hanno analizzato 126 specie e hanno stabilito che il 25% figura nella IUCN Red List delle specie a rischio. Secondo il team il 98% dei mammiferi marini si trova in concreto pericolo di estinzione nel 56% degli oceani, seppur a gradi diversi. Tra gli animali maggiormente minacciati troviamo la focena vaquita e la balena franca nordatlantica.
Le minacce:
I mammiferi marini sono minacciati da una combinazione di fattori. Fra i principali figura il cambiamento climatico. Gli habitat di molti animali, infatti, si stanno riducendo e la disponibilità di nutrimento sta subendo grandi alterazioni. Il caso degli animali artici è emblematico. Molti mammiferi marini sono, poi, vittime accidentali della pesca. Vengono catturati dalle reti da posta e, in caso di rilascio, il tasso di mortalità è altissimo. A sconvolgere gli ecosistemi è anche l’inquinamento. La plastica, assunta direttamente o indirettamente, rappresenta una problematica globale, come la contaminazione di altre sostanze chimiche. Altrettanto dannoso è l’inquinamento acustico, in grado di sconvolgere i meccanismi di comunicazione di molte specie.
Interventi:
Per tutelare i mammiferi marini servono immediati interventi. Brendan Godley, autore principale, ha affermato che per azioni efficaci, è necessario colmare i gap di conoscenza. Sul 21% delle specie di mammiferi marini esistenti abbiamo, infatti, dati carenti. Immagini satellitari, droni e tag elettronici rappresentano i migliori strumenti. È dunque della massima importanza una solida cooperazione internazionale per la condivisione di dati e l’istituzione delle opportune Aree Marine Protette. È poi vitale ridurre le catture accidentali. Controlli accurati o dispositivi quali dissuasori acustici potrebbero essere la chiave. Un ruolo fondamentale dovrebbe, poi, spettare alle comunità. Programmi educativi, app e piattaforme che sottolineino il loro contributo, potrebbero rivelarsi grandi risorse.
I mammiferi marini giunti all’estinzione nei tempi moderni sono pochi, ma l’attività umana ne sta ora mettendo molti sotto pressione. La tecnologia offre i mezzi per invertire la rotta, ma il tempo scarseggia. Il punto di rottura è vicino e la materialista umanità dovrebbe comprendere che un definitivo sconvolgimento dell’equilibrio manderebbe in fumo non pochi guadagni.

Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.
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