Il pesticida più sostenibile portato sui fiori dalle api

Si chiama Clonostachys rosea CR-7 il pesticida più sostenibile grazie al lavoro delle api che si occuperanno di trasportarlo dove necessario in maniera efficace e mirata. Una soluzione che, per quanto non perfettamente ottimale, fa un passo un tentativo concreto per ridurre il suo impatto sull’ambiente. Si tratta di una soluzione pensata principalmente a particolari e pregiate colture, come: fragole, mirtilli e girasoli.
La tecnologia ingaggia le api
Andando oltre la discussione in merito alla necessità o meno dell’utilizzo di pesticidi, è interessante notare l’evoluzione della tecnologia che sempre più spesso si ispira e si combina con il mondo naturale. È il caso di questo pesticida reso più sostenibile con l’aiuto delle api. Si tratta infatti di un fungicida organico che agisce miratamente sulla pianta per evitare infezioni da funghi e muffe. Il suo punto forte è il vettore. Infatti, gli sviluppatori hanno deciso di sfruttare le più grande esperte di fiori in natura: le api, che con il loro infaticabile lavoro risultano le alleate perfette per lo scopo.
Il sistema di diffusione del pesticida sostenibile che utilizza le api è relativamente semplice. Si pone un dosatore all’imbocco del favo in modo che gli insetti in uscita raccolgano la dose necessaria di sostanza e il resto viene da sé. Le api, infatti, autonomamente andranno a posarsi sui fiori giusti evitando così la diffusione di malattie. La sostenibilità di questo metodo risiede nel fatto che, avvalendosi degli impollinatori, è possibile evitare un’applicazione massiva del pesticida. Con le api spruzzare il prodotto sulle colture diventa inutile con un risparmio notevole sia per il coltivatore che per l’ambiente.
La questione alla base, però, rimane: alterare gli equilibri dell’ambiente per il nostro tornaconto è pericoloso. Eliminare o limitare la presenza delle specie infestanti che effetti può avere a livello sistemico? Tutte domande a cui è importante fornire al più presto una risposta chiara.
