Grano Kernza, che cos’è e perché potrebbe salvare il pianeta

Il cambio di rotta è stato immaginato una quarantina d’anni fa dallo scienziato ambientalista Wes Jackson e solo oggi, di fronte al fantasma non più troppo lontano di una crisi alimentare mondiale, si inizia a parlarne seriamente. Non più soltanto un esperimento scientifico a lungo termine ma, una prospettiva reale per il futuro dell’agricoltura.
La pianta non richiede quindi una risemina annuale: un vantaggio non solo per l’ambiente ma, anche un risparmio di lavoro per gli agricoltori. Tra gli altri vantaggi anche quello di poter utilizzare macchinari agricoli tradizionali per la raccolta senza richiedere ulteriori investimenti per la sua coltivazione. Per gli ultimi 15 anni il lavoro è stato soprattutto di selezione. Il Kernza infatti produce un seme dalle dimensioni circa 1/5 di quelle del grano attuale e la consistenza della sua farina non è ancora eccezzionale. Il grano dopotutto parte avvantaggiato con qualche migliaio di anni di selezione umana alle spalle.
I sostenitori del grano Kernza sono fiduciosi di poter raggiungere produzione e qualità del grano tradizionale in tempi rapidi. Specialmente vista la crescente attenzione di alcuni grandi produttori americani come General Mills pronti ad investire per portare sulle tavole degli americani cereali e prodotti da forno a base di grano Kernza. I tempi paiono maturi come mai prima per un cambio radicale di approccio all’agricoltura.
