Efficienza energetica: il legno trasparente per le finestre non è più un'utopia

In futuro potremmo guardare attraverso una finestra realizzata interamente in legno. Sì, anche la parte trasparente comunemente realizzata in vetro o, in alcuni casi, in plastica. Non si tratta di fantascienza, ma di uno degli ultimi sviluppi nel settore delle scienze dei materiali. Uno studio dell’Università del Maryland, pubblicato sulla rivista Science Advances, ha dimostrato che, utilizzando il perossido di idrogeno (o acqua ossigenata), è possibile bloccare la colorazione del legno e sbiancarlo. Il tutto conservando le ottime proprietà tipiche del materiale, tra cui quella isolante.

Il ruolo della lignina
La chiave del processo è fermare l’azione della lignina che, insieme alla cellulosa, è uno delle due sostanze principali del legno. È la combinazione tra le due a essere infatti responsabile della colorazione. In particolare, la lignina assorbe la luce ultravioletta e i suoi cromofori (atomi capaci di conferire colorazione a una sostanza) portano il materiale a diventare marrone. In aggiunta, all’interno delle fibre del legno, strutture cave e composte soprattutto da cellulosa, l’aria disperde la luce e riduce ulteriormente la trasparenza.
Come agisce l’acqua ossigenata
Gli scienziati hanno constatato che è possibile fermare questo meccanismo applicando sul legno acqua ossigenata. E soprattutto hanno scoperto che è possibile farlo senza un grande dispendio di energia e l’abuso di sostanze chimiche. Già in passato, infatti, c’erano stati tentativi di rendere il legno trasparente attraverso la completa rimozione della lignina e la sua sostituzione con una resina. Il processo, tuttavia, imponeva l’impiego di molti composti nocivi per l’ambiente. Inoltre, riduceva le proprietà meccaniche del materiale.
La reazione chimica sfruttata dal team dell’Università del Maryland è invece più virtuosa. Di base, è la stessa utilizzata per lo schiarimento della polpa del legno nell’industria della carta grazie alla quale si ottiene un materiale finale bianco brillante. L’acqua ossigenata modifica la struttura dei cromofori, impedendogli di assorbire la luce e di rendere il legno marrone.
Una soluzione per l’efficienza energetica
Questa scoperta potrebbe essere una novità importante per l’efficienza energetica degli edifici. Un singolo pannello di vetro in una finestra, sebbene faccia filtrare la luce del sole e quindi il suo calore, non è infatti in grado di garantire lo stesso isolamento termico di un ambiente interno del legno. Ed è per questo che spesso si ricorre al doppio vetro.
Il problema è che il legno non è trasparente. O almeno, non lo era fino a oggi. Il trattamento con acqua ossigenata potrebbe essere effettuato anche su grandi pannelli, possibilità che spianerebbe la strada a produzioni su ampia scala di materiali da costruzione. Senza dimenticare che si sfrutterebbe una materia prima rinnovabile e sostenibile. Prima che tutto ciò diventi realtà, tuttavia, sarà necessario migliorare la tecnica utilizzata e adattare i processi industriali.

Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food
Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food