Differenza tra frittelle e castagnole

Rigorosamente fritti, i dolci di Carnevale sono un peccato di gola a cui è difficile rinunciare. Ogni regione d’Italia li chiama in maniera differente, ma molto spesso la ricetta alla base è la medesima. Non vi è dubbio però che esista una differenza tra frittelle e castagnole, forse più di una, scopriamole insieme.
Frittelle
Il nome stesso indica come si devono cuocere: fritte. Le frittelle fanno parte della tradizione del Carnevale e insieme alla chiacchiere e alle castagnole, sono i dolci che accompagnano i carri e le feste tra amici e parenti. La prima differenza tra frittelle e castagnole che salta all'occhio è l’ impasto: le frittelle infatti hanno una consistenza semi-liquida. Si ottengono mescolando farina, uova, lievito per dolci, zucchero, latte, liquore e limone; alla base poi, a piacere, si può aggiungere, uvetta, pinoli o mele. Inoltre, la morbidezza dell’impasto rende le frittelle un dolce facile da farcirle, con cosa? C’è l’imbarazzo della scelta: crema, zabaione, nutella, ricotta e pere e tanto altro.
Castagnole
Le castagnole sono di origine romagnola, sono piccoli bocconcini di pasta fritta, croccanti fuori e morbidi dentro. La prima differenza tra frittelle e castagnole è negli ingredienti, le castagnole infatti contengono burro e sono prive di latte e non vengono arricchite con altri ingredienti. Questo fa si che l’impasto risulti più compatto rispetto alle frittelle e una volta terminata la lavorazione il risultato sarà un panetto da far riposare per circa 30 minuti. A seguire, con le mani si formano delle piccole palline che vengono fritte esattamente come le frittelle. Al termine della cottura, quando ancora calde, si rotolano all’interno dello zucchero e si lasciano raffreddare. Le castagnole si prestano a essere mangiate semplici e lisce.
La differenza tra frittelle e castagnole fa parte della tradizione carnevalesca, anche se in alcune parti d'Italia non è difficile trovare anche le castagnole ripiene.
