Cos’è il Movimento Moda Responsabile: l’Italia che dice no al fast fashion

Anche in Italia c’è chi dice no al fast fashion, la tendenza a inseguire a tutti i costi le tendenze della moda trattando i capi d’abbigliamento come un prodotto usa e getta. In occasione dell’Earth Day 2023 e della ricorrenza della tragedia di Rana Plaza in Bangladesh dove persero la vita oltre 1000 lavoratori, è nato il Movimento Moda Responsabile italiano: una iniziativa che raccoglie diverse realtà tra cui aziende, associazioni, cooperative e professionisti del settore con l’obiettivo di promuovere una moda più sostenibile ed etica sia a livello sociale che ambientale.

Obiettivi del Movimento Moda Responsabile
Gli obiettivi dichiarati del Movimento Moda Responsabile sono raccolti in una agenda di intenti e in un manifesto che desiderano operare da base per una svolta radicale nell'industria della moda. A fondamento del Movimento infatti rimane la volontà di produrre capi di qualità che siano allo stesso tempo rispettosi dell'ambiente e delle persone coinvolte nella filiera di produzione, dalla raccolta delle materie prime alla distribuzione.
Cosa dice il Manifesto del MMR?
Tra gli obiettivi del Movimento Moda Responsabile per le aziende si trova la promozione la trasparenza e le buone pratiche che portino i produttori a ridurre il proprio impatto ambientale. Per i consumatori la necessità di promuovere una maggiore consapevolezza degli enormi costi del fast fashion, portando a un consumo più consapevole e al riuso - riciclo. Per le istituzioni la necessità di introdurre nuove normative a supporto delle imprese e degli attori virtuosi nella moda sostenibile.

I valori del Movimento Moda Responsabile
Come dovrebbe essere la moda del futuro? Il Movimento Moda Responsabile sembra avere le idee chiare:
- Al primo posto la ricerca della qualità piuttosto che della quantità: ogni capo di abbigliamento dovrebbe essere prodotto per durare nel tempo con un design che sappia unire estetica e funzionalità con indicazioni chiare su come riparare o riciclare un capo a fine vita.
- Al secondo posto le aziende produttrici dovrebbero puntare a creare valore sociale oltre che economico, impegnandosi a tramandare i valori della tradizione artigianale, impegnandosi ad essere inclusive e presenti sul del territorio in una rete virtuosa che promuova il benessere di tutte le persone coinvolte nel processo produttivo.
- Al terzo posto il necessario rispetto dell’ambiente: partendo dalla produzione sostenibile delle materie prime, alla sostenibilità delle fonti di energia utilizzate durante la produzione, fino alla consapevolezza della destinazione finale del prodotto. L’obiettivo del MMR è incentivare l’utilizzo di materie prime ecologiche e naturali, monomateriali per facilitare biodegradabilità o riciclo, prediligendo forniture locali, packaging sostenibile.
- Al quarto posto l’etica e la responsabilità sociale: prestando attenzione alla tracciabilità della filiera produttiva, scegliendo produttori certificati e adottando un codice di condotta etico che dia supporto ai lavoratori garantendo salari dignitosi e rendendo pubblico il proprio bilancio sociale.
