Cambiamento climatico e giardini: sempre più mutamenti in vista

Il riscaldamento globale ha cambiato le nostre vite e ora a preoccupare molti è la relazione tra cambiamento climatico e giardini. Gli spazi verdi sono parte delle nostre città, ma i fenomeni meteo estremi danno filo da torcere a chi li gestisce. La flora sta ovunque cambiando e USA e Gran Bretagna ne offrono degli esempi. Promuovere la resilienza rimane fondamentale, come tutelare la natura per limitare i danni.

Cambiamento climatico e giardini:
La relazione tra cambiamento climatico e giardini sembra destinata a tormentare gli appassionati. In tutto il mondo, infatti, le temperature si stanno alzando e i fenomeni meteo estremi si stanno facendo più intensi e frequenti. Non è raro dunque, che piante native di determinate aree finiscano per non riuscire più a crescere nei territori di loro appartenenza. I paesaggi urbani appaiono in continuo mutamento, ma il timore è che presto, in molte zone del pianeta, l’unico panorama visibile dalle finestre cittadine finisca per essere un deserto fuori sede. Le specie invasive trovano, poi, spesso terreno fertile e ciò rappresenta una minaccia per gli ecosistemi.
Grandi mutamenti:
Le conseguenze della complicata interazione tra cambiamento climatico e giardini sono ben visibili. Negli USA molti Stati rischiano di perdere i propri fiori e alberi simbolo. La Virginia potrebbe presto venire privata del corniolo e l’Ohio dell’ippocastano. In UK la situazione è ancora più estrema. Il tipico prato inglese è, infatti, destinato a lasciare il posto a un’erba più dura e ruvida, più resistente alla siccità. Gli inverni sempre meno rigidi alterano i cicli vitali delle rose, mentre insetti accidentalmente introdotti dall’uomo minacciano i viburni. Gli alberi di zenzero e le palme stanno diventando più comuni e presto potrebbero diffondersi anche gli oliveti.
Combattere il cambiamento climatico:
Cambiamento climatico e giardini continueranno a influenzarsi a vicenda ancora per molto. Spazi verdi e alberi sono fondamentali per tenere sotto controllo l’impatto del riscaldamento globale. Chi li gestisce deve, allora, imparare ad adattarsi. È necessario, dunque, imparare a cooperare con il nuovo clima, invece di opporsi a esso e minimizzare così il consumo di acqua e risorse, promuovendo la resilienza. Studiare zone del mondo con un clima simile a quello che si è costretti ad affrontare rappresenta un utile primo passo. Piantare alberi che forniscano ombra diventerà in futuro importantissimo e dedicare una parte del proprio prato al rewilding potrebbe, poi, favorire ecosistemi e insetti.
La relazione tra cambiamento climatico e giardini rischia di complicarsi di anno in anno. Le conseguenze delle nostre azioni stanno influendo in modo decisivo su una passione che per molti è più di un hobby, ma non darsi per vinti è fondamentale. In futuro ogni angolo di natura incastonato nel panorama urbano avrà un ruolo di rilievo. Coltivare una lotta resiliente al riscaldamento globale non è mai stato così letteralmente importante.
