Alluvioni in Europa: attestato il legame con il cambiamento climatico

A luglio le terribili immagini delle alluvioni in Europa hanno fatto il giro del mondo. Oggi un team internazionale ha indagato su tali eventi e ha cercato di comprendere se fossero o meno collegati al cambiamento climatico. I dati su probabilità e intensità delle precipitazioni in relazione ai nuovi scenari fanno paura e prepararsi a un futuro di fenomeni meteo estremi è vitale.

Le alluvioni in Europa:
Durante l’estate le alluvioni in Europa hanno avuto un terribile impatto sulla popolazione. Tra il 13 e il 15 luglio in Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi le piogge torrenziali hanno causato inondazioni senza precedenti. I fiumi hanno abbattuto gli argini, intere città sono finite sott’acqua. Persone e infrastrutture hanno subito danni ingenti e le vittime sono state 220. 39 scienziati hanno condotto, per l’iniziativa World Weather Attribution, uno studio sulla relazione tra questi eventi e cambiamento climatico. I ricercatori hanno raccolto dati sui trend storici delle precipitazioni locali e li hanno inseriti in modelli climatici regionali e a più ampia scala.
Alluvioni in Europa e cambiamento climatico:
Lo studio sulle alluvioni in Europa ha fornito risultati allarmanti. È apparso, infatti, evidente che il cambiamento climatico sta rendendo tali fenomeni sempre più devastanti. L’aumento di temperature globali di 1.2 °C ha incrementato tra 1.2 e 9% la probabilità che eventi meteo simili colpiscano la zona. L’intensità delle piogge torrenziali risulta poi tra il 3 e il 19% più elevata. In ogni località della zona tra le Alpi e i Paesi Bassi sarebbe, dunque, lecito attendersi fenomeni estremi di questo tipo ogni 400 anni, ma tale intervallo è destinato ad assottigliarsi. La distruzione delle stazioni abitualmente utilizzate per la raccolta dei dati e la difficoltà di formulare modelli per regioni ristrette hanno complicato le indagini.
Alluvioni in Europa e futuro:
La relazione tra cambiamento climatico e alluvioni in Europa solleva diverse preoccupazioni. Se l’aumento di temperature globali dovesse raggiungere i 2 °C, il bilancio potrebbe, infatti, aggravarsi ulteriormente. L’intensità delle precipitazioni potrebbe crescere fino al 6% e la loro probabilità potrebbe risultare del 1.2-1.4% più elevata. Intervenire sulle emissioni è allora d’obbligo, ma prepararsi a rispondere ai fenomeni lo è altrettanto. Hannah Cloke di University of Reading ha spiegato che individui e autorità hanno la possiblità di intervenire per salvare vite e proprietà. Una corretta gestione di fiumi, suolo e vegetazione può, infatti, eliminare diversi fattori di rischio. La messa a punto di sistemi d’allarme precoci rappresenta, poi, sempre il primo passo.
Il nuovo studio su alluvioni in Europa e cambiamento climatico fa riflettere. Considerare il riscaldamento globale come un’astratta minaccia non è più possibile e il clima impazzito che negli ultimi tempi caratterizza il mondo ce lo ricorda costantemente. Di fronte alle immagini delle città allagate, lo scudo dell’indifferenza appare alquanto fragile e inadeguato.
