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Dagli scarti delle piante una nuova bioplastica super resistente

Dagli scarti delle piante una nuova bioplastica super resistente

Trovato il modo per produrre una nuova bioplastica partendo dagli scarti delle piante riducendo così l’impatto ambientale.

L’inquinamento causato dalle plastiche è uno dei flagelli ambientali di questo millennio. Gli scienziati stanno lavorando per trovare alternative alla plastica tradizionale. Una nuova speranza arriva dagli scarti delle piante con i quali gli scienziati della Scuola Politecnica Federale di Losanna hanno ideato una nuova bioplastica super resistente.

Dagli scarti delle piante una nuova bioplastica super resistente
@envatoelements

Cosa è la nuova bioplastica ottenuta dagli scarti delle piante

Gli scienziati della Scuola Politecnica Federale di Losanna hanno trovato il modo di produrre un tipo di bioplastica partendo dagli scarti delle piante. Nello specifico, il nuovo materiale garantisce alte prestazioni proprio come le poliammidi, macromolecole che permettono la produzione di materiali duraturi e resistenti.Il nylon è uno dei prodotti più conosciuti in cui sono state applicate le poliammidi prodotte in maniera tradizionale.

Per realizzare la nuova bioplastica i ricercatori utilizzano un prodotto derivato dallo zucchero contenuto negli scarti delle piante. Non sono, quindi, coinvolte fonti fossili e catalizzatori.

Le proprietà della bioplastica prodotta con gli scarti delle piante

Un nuovo materiale è competitivo ed ha qualche possibilità di sostituirne un altro solo se ha delle proprietà simili o migliori rispetto a quello vecchio. Per fortuna, la nuova bioplastica ricavata partendo dagli scarti delle piante sembra avere delle buone chances poiché ha proprietà simili a quelle della plastica tradizionale.

La nuova bioplastica è resistente e duratura. Inoltre, i ricercatori della Scuola Politecnica Federale di Losanna affermano che questo nuovo materiale mantiene le sue proprietà anche dopo essere stato riciclato diverse volte. La bioplastica ottenuta dagli scarti delle piante può essere utilizzata per creare componenti delle automobili o beni di consumo.

Come è prodotta la bioplastica partendo dagli scarti delle piante

I ricercatori utilizzano gli scarti provenienti dal settore agricolo e dalle piante per dare forma alla nuova bioplastica. In questo modo, riescono a ridurre l’impatto ambientale legato alla produzione di questo materiale innovativo. Nello specifico, gli scienziati hanno ideato un processo che utilizza il dimetil gliossilato xilosio.

Quest’ultimo è un carboidrato che si può ottenere partendo dalle biomasse, come il legno. Il processo permette di ridurre anche lo spreco dei materiali di partenza. La durezza e la rigidità della bioplastica sono date dall'impiego di una struttura zuccherina non tossica presente nelle piante. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Sustainability.

Bioplastica: prezzo competitivo

Il prezzo competitivo di questa nuova bioplastica è un altro elemento che gioca a suo favore. Ciò fa sperare che possa diventare un sostituto della plastica tradizionale prodotta partendo dalle fonti fossili. Infatti, una nuova tecnologia può prendere piede più facilmente tanto quanto il suo costo di produzione è accessibile.


Emmanuele Occhipinti
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Una passione per la natura coltivata fin da piccolo mi ha condotto a studiare Scienze dell’Ambiente e della Natura ma, in seguito ad un sogno rivelatorio (se si vuole credere a questa versione), mi sono ritrovato con carta, penna ed un sogno nel cassetto.
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